L'illustrazione è una grande passione nata ai tempi dell'Accademia di Comunicazione (Milano). Aura Cesari, che teneva il corso, è stata una delle persone che più hanno influito sulla mia formazione. L'ho adorata e le devo moltissimo.

Aura era inflessibile, meravigliosa e severa (assomigliava a Frida Kahlo nei miei ricordi). Feci disegni su disegni per comprendere cosa lei chiedesse e cominciai a comprare compulsivamente libri per cercare ispirazione (lei ne portava a decine ogni lezione insieme a centinaia di ritagli e fotocopie). Mi diede una capacità di visione che non conoscevo. Mi diede un metod e la mia curiosità non ha più smesso di crescere. Finito il corso lanciò una sfida. Ci invitò a provare ad illustrare Alice nel paese delle meraviglie (o Pinocchio), uno dei testi più complessi che secondo lei si potessero affrontare. Ci ho messo 17 anni ma l'ho fatto.

Ed ecco la mia Alice, nata dopo infinite ricerche e ripensamenti. Sono andato a Londra a vedere il manoscritto originale di Carrol, ho raccolto libri e illustrazioni, spunti, idee, trovato fotografie e aspettato affinché la mia mano fosse pronta per un simile compito. Poi di getto, nell'arco di un anno e mezzo è venuta fuori. Al computer. Invasa di colori. Come un film su carta.

Il libro è poi  stato auto-pubblicato grazie ad una piccola eredità ricevuta da mio nonno Max (e all'aiuto della Galleria l'Affiche). Sono poi riuscito a venderlo nei negozi Paul Smith di Londra, Milano e Parigi e presso la libreria dello store Corso Como 10 di Milano.

Aura non ha mai visto il libro. Non ancora perlomeno.

Per il resto l'illustrazione rimane una passione più che un mestiere, una competenza che rafforza il mio essere art director e famelico collezionista. Nell'arco degli anni ho realizzato una serie di poster per McDonald's, immagini per redazionali e alcune copertine di libri per Mondadori e Tea.  

Alice rimane per ora un progetto isolato. Ma non si sa mai.