Questo progetto risale a molto tempo fa, intorno al 2004, quando cercavo ancora vendette. Questa è per mio nonno, un rigidone, formalissimo  e severissimo militare monarchico vagamente represso (che mi ha pure generosamente tramandato il nome). Ero incuriosito dalla sua mania di censurare i nudi su libri d'arte, enciclopedie o giornali. Mi rimase particolarmente impresso un voluminoso librone della Divina Commedia, illustrata da Gustave Doré, in cui, con invasata Bic blu, aveva disegnato costumi e reggiseni per coprire tutte le pudenda esposte. Sul Milione, imponente enciclopedia da biblioteca, non aveva neppure risparmiato il povero David di Michelangelo con il suo pallido pirulino. 
Forse oggi dovrei ringraziarlo, a ben guardare non mancava di una certa ironia. Ma all'epoca non mi piacque molto. 
Ho voluto ripercorrere i tortuosi e cupi sentieri della sua testolina (che ritenevo malata) per vedere dove mi avrebbero portato. Intanto trovai alquanto faticoso dissacrare le pagine di un libro, per me oggetto prezioso fruibile solo con la vista, non certo con penna o forbici. Mi vinsi acquistandone di usati nei mercatini dell'antiquariato, non toccai quelli di casa. Cominciai con la stessa Divina Commedia del nonno, il Doré fu la mia prima vittima. Poi passai alle antologie, enciclopedie e i libri d'arte dove feci strage di svergognate statue greche, romane, immagini di santi e impudicissimi Adami ed Eve. Poi mi fermai, era troppo. A mano a mano che procedevo  il sorriso (beffardo) venne sporcato da un faticoso disagio. Tutto quel coprire minuziosamente tra le gambe dei dannati, costringendomi ad immaginare i piatti volumi dei loro sessi, o tessere reggiseni e perizomi su poppe e patate di Taide e sorelle svelava alla fine una crescente e inquietante perversione . Ci volevo passare. Ma quelli erano peccatori, all'inferno. Le statue greche e romane erano già di loro molto più erotiche e gioiose nella loro fisicità, non c'era senso di colpa in quelle figure. Quei corpi di pietra diventavano di carne sotto le mie mani svelando quello che Calvin Klein sfruttava (e sfrutta) da anni per vendere mutande. Solo oggi tette e piselli non sono più attraenti tabù, qualsiasi rivista di moda che faccia ricerca ne è testimone. Abbiamo sdoganato anche il porno, laudatus domine. Mi sono fermato ai santi, mi sentivo blasfemo a coprirli.