Questa è la fase in cui la complessità raccolta va gestita, archiviata, catalogata e analizzata con immensa pazienza, rigore e capacità di mediazione e confronto. Per questo è frequente la sensazione di essere persi in un inutile caos, e per questo trovo sia il momento  più delicato e difficile. Dopo aver incamerato tesori tra i più disparati è necessario mettere tutto in un personalissimo ordine con la speranza che prima o poi un senso si palesi.

Ricomporre la complessità implica la possibilità di far convivere il diverso e questo richiede disponibilità, apertura mentale e competenza. Come un Buddah dalle 1000 mani è necessario scoprire in sé tutte le possibilità che il nostro essere ci mette a disposizione per non cadere nel banale e nello scontato.  Bisogna pensare con più teste, e agire con più mani. Questo perché l'interpretazione di ciò che abbiamo raccolto e ordinato, diventando noi dei filtri e dei ponti, dovrà poter esprimere al massimo tutta la sua potenza trasformatrice (IMPULSO).

Citando il mio amato Jodorowsky in questi casi penso sempre alle carte dei Tarocchi. Nella fase della raccolta si seleziona e studia tutta la simbologia possibile e immaginabile, nella fase del progetto la si riunisce e ordina negli arcani, e nella fase dell'impulso si possono finalmente interpretare le carte.

Statue of Avalokiteśvara Bodhisattva (Quán Thế Âm) of the Lê or Nguyễn Dynasty - gilded wood and lacquer - between circa 1750 and circa 1850-  Musee Guimet, Paris

Statue of Avalokiteśvara Bodhisattva (Quán Thế Âm) of the Lê or Nguyễn Dynasty - gilded wood and lacquer - between circa 1750 and circa 1850-  Musee Guimet, Paris