Più che una collettiva tre piccole personali in uno stesso spazio e tempo, dove le opere di Alfred Rens O. si trovano accanto ai lavori di Andrea Bertotti e di Massimo Caccia. "Sta Luigi re di Francia con tre pulci sulla pancia; una canta, l'altra suona, l'altra spara la pistola." Ironia del linguaggio, fastidio del povero re. Fastidiosa ironia è il filo conduttore che lega tra loro questi tre artisti diversi per immaginario e segno, stile e tecnica, uniti nel recuperare gli aspetti variegati della cultura contemporanea e riproporli in immagini dissacranti, talvolta cattive, spinte in alcuni casi al limite del sadismo, salvate alla fine dall'ironia.

Alfred Rens O., italiano di origini olandesi, lavora all'insegna dell'ossimoro, della contraddizione tra matrici diverse che unifica nello spazio della tela. Debitore nei confronti del graffitismo metropolitano, della pittura veloce e gestuale che si spinge fino alle sorgenti dell'informale, riempie la tela di pennellate dense e larghe, dai colori forti, a volte violenti, creando una struttura di fondo, dai toni decisamente drammatici.

Su questa base si esprime la seconda natura di Rens, la spinta a dissacrare e ironizzare la campitura di base, l'immagine di partenza, con sovrapposizione di immagini, figure che rimandano ad un universo ludico, giocoso; sono probabilmente reminiscenze intime, memorie personali quelle che spingono Rens a tracciare con pennellate larghe sagome di orsetti, pupazzi, talvolta ritagliate nel cartone e assemblate, o immagini di sedie vuote, un simbolo ricorrente. L'effetto finale è una sorta di straniamento, di coincidentia oppositorum, che si spinge fino all'immagine di un teschio parzialmente ricoperta, nascosta dai contorni di un orsetto, come se si dovesse ridere della morte o piangere della vita, in una costante altalena tra gioco e dramma.
Delle tre pulci Rens è quella che spara. (S.V.)

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